Posted by on Gen 18, 2017 in | 0 comments

 

PROGETTO “Nati per Amore”
CLINICA EL-RAPHA   
KINSHASA – Rep. Democratica del Congo –

 

Relazione del pastore Ernesto Bretscher

La clinica
La clinica EL-RAPHA nasce su iniziativa del Rev. Aimé Kalo congolese presidente dell’”Associazione Entraid (Mutuo soccorso) Congo”. Grazie a del materiale ospedaliero ricevuto dalla Svizzera, hanno deciso di affittare una villetta in uno dei quartieri più poveri e difficilmente raggiungibili della megalopoli di Kinshasa, per il fatto che è situato in un altipiano e vi è una sola “pista” estremamente ripida e malconcia che lo collega alla città. Vi vivono 30.000 persone e non vi è alcun altro presidio medico e nessuna farmacia.
Il personale.
Il personale medico e paramedico è formato da una squadra di credenti impegnati, che lavorano per uno “stipendio” di 40 Dollari al mese, se e quando ci sono. La gente, di solito molto povera, deve essere di solito assistita gratuitamente e sono gli infermieri o i medici ad andare nelle farmacie della città per comprare le medicine con i loro propri piccoli soldi per salvare qualche vita.
La clinica funziona grazie alle donazioni liberali, al ticket pagati da chi può e dal lavoro quasi benevolo di tutto il personale che ha scelto di investirsi per aiutare chi non avrebbe alcun aiuto

Accoglienza
Nella villa vi è uno stanzone con una decina di letti di ospedale per le degenze più lunghe, vi è un laboratorio analisi, un ambulatorio, una stanza per gli interventi chirurgici e… il garage come sala parto. L’affitto della casa viene pagato dal pastore Kalo che si è assunto la responsabilità di provvedere alla copertura finanziaria del progetto. Il tutto viene sostenuto dalle rare prestazioni mediche pagate dai pazienti e da donazioni liberali.

Il fondatore
Rev Kalo è un fisico, ma oggi lavora a tempo pieno dirigendo una squadra che viaggia per il Congo in lungo e in largo per formare i pastori delle numerosissime comunità disperse nelle foreste tropicali e nelle regioni più impervie. Tra questi missionari coraggiosi vi è una squadra di medici che equipaggiati dall’Associazione svizzera Entraid.ch, con delle valige di pronto soccorso con tutto l’occorrente per curare, operare i malati ed i feriti, viaggiano su moto cross per raggiungere i villaggi più lontani, per curare i numerosi malati e feriti. I locali di culto spesso si trasformano in vere e proprie cliniche!

IL PROGETTO:
Siamo andati io e mia moglie Christa (infermiera) a Kinshasa nel Luglio 2016 in squadra con il chirurgo Dentista Antonio Gatto e la sua assistente, con Tiziana, un’ostetrica dell’ospedale universitario       S. Anna di Torino e formatrice delle nuove ostetriche. Tiziana ha una lunga esperienza e da tempo ha a cuore di mettere a disposizione dei Paesi più poveri le sue competenze. Visitando le diverse strutture sanitarie della città, si è tutti rimasti scioccati per le condizioni precarie e disastrose della sanità nella capitale. Le attrezzature datano del lontano colonialismo belga e in gran parte non sono più funzionanti. I medici lavorano in condizioni veramente difficili, a volte impossibili.

Bisogni
In occasione del nostro viaggio abbiamo potuto rimettere un microscopio professionale per il laboratorio analisi e lasciare dei doni in danaro per dare un piccolo sostegno al personale medico.

I bisogni sono i seguenti:
1) Formazione del personale. Tiziana conta di far venire in Italia alcune persone dello staff medico per formarli presso l’Ospedale S. Anna, d’accordo con la struttura sanitaria torinese.
2) Medicinali e materiali di consumo
Finanze, per dare un minimo sostegno al personale medico, per pagare l’affitto della villetta e per acquistare attrezzature per la sala parto e per gli interventi chirurgici (taglio cesareo)
Gruppo elettrogeno per garantire l’energia elettrica 24 ore su 24.

Recentemente, abbiamo potuto far pervenire un valigione con 20 kg di medicinali, raccolti da un medico della chiesa della Riconciliazione di Catanzaro.

In occasione della nostra visita l’ostetrica Tiziana ha potuto dare una mano per organizzare la sala parto in quanto la mortalità delle madri e dei nascituri in Congo è tra le più alte del mondo. Quale non fu la sua sorpresa quando una mattina ha trovato il suo nome ed il suo motto: “nati per amore” sulla porta d’ingresso del sala parto allestita nel garage della villetta. L’obiettivo è lo sviluppo di una maternità che faccia scuola nella città.